Meditazione Trascendentale e Massaggio Thai Relax: la combinazione che distrugge lo stress
Le origini della Meditazione Trascendentale: destinazione India
Per scoprire le origini della Meditazione Trascendentale dobbiamo impostare la nostra macchina del tempo sull’India degli anni Cinquanta.
Niente DeLorean, flusso canalizzatore o plutonio. Il viaggio comincia con Maharishi Mahesh Yogi, che diffuse una tecnica proveniente dalla tradizione vedica indiana, rendendola accessibile anche al pubblico occidentale.
La Meditazione Trascendentale, conosciuta anche come MT, iniziò così a viaggiare nel mondo. Negli anni Sessanta attirò l’interesse di artisti, musicisti e persone alla ricerca di un modo semplice per ritrovare quiete e lucidità.
Era un’epoca in cui non esistevano smartphone, notifiche e riunioni su Zoom. Eppure, incredibilmente, le persone erano già stressate.
Evidentemente il problema non era soltanto il gruppo WhatsApp del condominio.
La MT non venne presentata come una religione da abbracciare, ma come una pratica personale da inserire nella vita quotidiana.
Il suo punto di forza era, e rimane, la semplicità: sedersi comodamente, chiudere gli occhi e permettere alla mente di rallentare attraverso l’utilizzo silenzioso di un mantra personale.
Con la pratica, però, quella maggiore quiete può accompagnarci anche a occhi aperti: mentre camminiamo, lavoriamo o laviamo i piatti.
In questi momenti non stiamo praticando formalmente la Meditazione Trascendentale. Possiamo, però, portare nella vita quotidiana una mente meno rumorosa e più presente.
Perché raggiungere uno stato di calma su una montagna isolata è relativamente facile. Conservarlo davanti a una pentola incrostata è già un livello avanzato.
Cos’è la Meditazione Trascendentale
La Meditazione Trascendentale è una tecnica di meditazione silenziosa e non forzata.
A differenza di altre pratiche, non richiede di controllare il respiro, concentrarsi intensamente sulle sensazioni o tentare disperatamente di non pensare.
Quest’ultimo dettaglio è importante. Se qualcuno ci ordina di non pensare a una DeLorean, qual è la prima cosa che compare nella mente? Esatto.
Durante la MT non bisogna combattere i pensieri. La tecnica utilizza un mantra, cioè un suono impiegato mentalmente, che accompagna la mente verso livelli progressivamente più quieti.
I pensieri possono arrivare, allontanarsi e ritornare. Non vengono giudicati né inseguiti.
La pratica non è una gara di concentrazione e non esiste un premio per chi riesce a rimanere venti minuti senza pensare alla lista della spesa.
Lo scopo non è svuotare la mente, ma permetterle di superare gradualmente la parte più rumorosa della propria attività.
Da qui nasce il termine “trascendentale”: la mente va oltre il livello ordinario del pensiero senza perdere lucidità e consapevolezza.
Come funziona
Durante la giornata la mente rimane quasi sempre in superficie.
Programma, anticipa, ricorda, confronta, controlla e costruisce scenari. Alcuni sono utili; altri assomigliano a film catastrofici prodotti, diretti e interpretati dalla stessa persona.
La Meditazione Trascendentale permette all’attività mentale di procedere nella direzione opposta: dalla superficie verso livelli più profondi e silenziosi.
Pensiero razionale → pensiero più sottile → livello emotivo → livello istintivo → quiete profonda
Il mantra non viene utilizzato per bloccare la mente, ma come un veicolo. Una piccola macchina del tempo interiore che non porta nel 1955, ma verso una condizione meno affollata da pensieri, programmi e preoccupazioni.
La persona rimane sveglia, ma può sperimentare una forma di riposo profondo. Non dorme e non perde il contatto con la realtà.
Semplicemente, per qualche minuto, la mente smette di comportarsi come se ogni notifica fosse una questione di sopravvivenza.
Come agisce sulla mente
Lo stress mantiene la mente continuamente proiettata nel futuro.
“Cosa succederà domani?”
“E se qualcosa andasse storto?”
“Come farò a finire tutto?”
La mente tenta di prevedere ogni possibile variante degli eventi. In pratica, vuole diventare una macchina del tempo, ma senza avere letto correttamente il manuale di istruzioni.
Durante la Meditazione Trascendentale questo movimento può rallentare. L’attività mentale diventa progressivamente meno intensa e la persona può entrare in una condizione di calma vigile.
I pensieri non scompaiono necessariamente. Perdono, però, parte della loro capacità di trascinarci continuamente da un problema all’altro.
Con la pratica regolare si può sviluppare una maggiore familiarità con questa condizione di quiete.
La meditazione non cambia gli eventi esterni, ma può modificare il modo in cui reagiamo a essi.
Il traffico resta traffico. Una scadenza resta una scadenza. E il lunedì continua ostinatamente ad arrivare una volta alla settimana.
Possiamo, però, affrontare tutto questo con un sistema meno costantemente acceso sull’allarme rosso.
La regressione della mente verso livelli più istintivi
Durante la MT la mente può compiere una sorta di regressione verso livelli più antichi, essenziali e istintivi.
La parola “regressione” non deve essere interpretata come una perdita d’intelligenza o un deterioramento delle capacità cognitive.
Non si termina la meditazione dimenticando la password del computer più di quanto non accada normalmente.
Si tratta di un ritorno temporaneo a una modalità meno razionale, meno costruita e meno impegnata a controllare tutto.
La nostra parte più istintiva non conosce calendari digitali, notifiche o riunioni fissate durante la pausa pranzo.
È legata a funzioni fondamentali come percepire l’ambiente, riconoscere la sicurezza, recuperare energia e riposare.
Quando la mente razionale rallenta, questi livelli più profondi possono riemergere.
È come viaggiare simbolicamente verso una fase “preistorica” della mente: un tempo interiore nel quale il corpo non doveva controllare cinquanta e-mail, ma soltanto verificare che nei dintorni non ci fosse una tigre.
Oggi le tigri sono rare. Le e-mail con scritto “urgente”, purtroppo, hanno imparato a riprodursi.
La MT può offrire uno spazio nel quale la mente smette momentaneamente di trattare ogni problema moderno come una minaccia preistorica.
Come si pratica la Meditazione Trascendentale
La pratica tradizionale della Meditazione Trascendentale dura circa venti minuti e viene generalmente eseguita due volte al giorno: una sessione al mattino e una nel tardo pomeriggio.
Si pratica seduti comodamente con gli occhi chiusi. Non sono necessarie posizioni complicate, particolari capacità fisiche o la flessibilità di chi riesce a mettere un piede dietro la testa continuando a sorridere.
Il mantra viene utilizzato mentalmente e senza uno sforzo di concentrazione.
Quando arrivano altri pensieri, non bisogna combatterli. Ci si riavvicina alla pratica con naturalezza, seguendo le indicazioni ricevute durante l’apprendimento.
La tecnica ufficiale, compresa la scelta e la corretta utilizzazione del mantra personale, viene insegnata individualmente da istruttori qualificati.
Non può quindi essere appresa completamente leggendo un articolo, un manuale veloce o un post sui social.
A questo punto potrebbe risvegliarsi il George McFly che vive dentro di noi:
“E se non ci riesco? Se non sono portato? E se al corso di Meditazione Trascendentale mi dicono di no? Sento che non potrei sopportare questo tipo di rifiuto.”
Tranquilli: non è un provino, non bisogna superare un esame e nessuno vi chiederà di salvare Hill Valley da Biff Tannen.
La tecnica viene insegnata gradualmente e non richiede esperienze precedenti, particolari capacità di concentrazione o un talento speciale per la meditazione.
Per approfondire e imparare correttamente la pratica, contattate la sede di Meditazione Trascendentale della vostra città.
Una pratica che può viaggiare con noi
Una volta appresa correttamente, la Meditazione Trascendentale può essere praticata quasi ovunque.
A casa, in ufficio durante una pausa, in una camera d’albergo o mentre si aspetta una coincidenza durante un viaggio.
Sono sufficienti un posto sicuro, una seduta comoda e la possibilità di chiudere gli occhi senza essere disturbati.
Non servono musica, incenso, candele o una stanza affacciata sull’Himalaya. Se ci sono, bene; se non ci sono, la mente non presenta reclamo formale.
Naturalmente, la MT non deve essere praticata mentre si guida, si utilizzano macchinari o si svolgono attività che richiedono attenzione.
Anche disponendo di una DeLorean, chiudere gli occhi al volante rimane una pessima idea.
Fuori dalle sessioni formali, la calma sviluppata con la pratica può però accompagnarci nelle normali attività quotidiane.
Possiamo accorgerci del contatto dei piedi con il pavimento mentre camminiamo, del calore dell’acqua mentre laviamo i piatti o del modo in cui il corpo reagisce a una situazione stressante.
Non è necessario ripetere il mantra durante queste attività. Non stiamo svolgendo la MT vera e propria: stiamo semplicemente portando nel presente una qualità mentale allenata durante la meditazione.
La pentola resta incrostata, ma almeno non diventa una questione personale.
I possibili benefici della Meditazione Trascendentale
Una pratica regolare può favorire:
- una maggiore sensazione di calma;
- un riposo mentale più profondo;
- una migliore capacità di interrompere il flusso continuo dei pensieri;
- una minore percezione dello stress;
- maggiore lucidità;
- una migliore consapevolezza delle reazioni emotive;
- una transizione più naturale dall’attività al riposo;
- una maggiore capacità di riconoscere le tensioni corporee.
La MT non elimina automaticamente le cause dello stress e non sostituisce eventuali percorsi medici o psicologici.
Non paga le bollette, non riduce il traffico e non convince il collega logorroico a concludere prima una riunione.
Può, però, aiutarci a non vivere ogni evento con il motore costantemente al massimo dei giri.
I benefici dipendono dalla persona, dalla regolarità della pratica e dal contesto.
Più che un interruttore da utilizzare soltanto durante un’emergenza, la meditazione può diventare una forma di manutenzione quotidiana.
E chiunque abbia visto un film con una macchina del tempo sa che trascurare la manutenzione del motore non porta mai a conseguenze semplici.
Quando lo stress si trasferisce nel corpo
La mente può rallentare, ma il corpo conserva spesso la memoria delle giornate più difficili.
Spalle rigide, collo contratto, respiro superficiale, gambe pesanti e stanchezza possono essere alcuni dei modi attraverso i quali percepiamo la tensione accumulata.
È qui che entra in scena il Massaggio Thai Relax con olio.
Il trattamento coinvolge il corpo attraverso un contatto avvolgente, pressioni equilibrate, movimenti distensivi e manualità fluide.
L’utilizzo dell’olio permette alle mani di scorrere con continuità e contribuisce a creare una percezione di maggiore morbidezza e rilassamento.
Durante il massaggio non è necessario controllare il respiro, seguire istruzioni complesse o raggiungere un risultato.
La persona può semplicemente affidarsi al trattamento e concedersi una pausa.
Per una volta non bisogna guidare la macchina del tempo: si può lasciare il volante.
Meditazione Trascendentale e Massaggio Thai Relax con olio
Le due pratiche lavorano in maniera differente.
La Meditazione Trascendentale viene praticata autonomamente e con regolarità. Aiuta a creare quotidianamente uno spazio di quiete mentale.
Il Massaggio Thai Relax con olio offre, invece, un’esperienza corporea nella quale le tensioni possono essere percepite e gradualmente lasciate andare.
La MT accompagna la mente verso il silenzio. Il massaggio invita il corpo a seguirla.
Utilizzando soltanto il massaggio, si può raggiungere una piacevole distensione che rischia, però, di essere rapidamente coperta dalle abitudini quotidiane.
Utilizzando soltanto la meditazione, la mente può diventare più calma mentre il corpo continua a trattenere rigidità delle quali non siamo pienamente consapevoli.
Insieme, le due pratiche creano un percorso più completo.
La sinergia: quando 10 più 10 può fare 25
Contro lo stress, un motore a due cilindri non offre soltanto il doppio della spinta.
Grazie alla sinergia può produrre qualcosa in più della semplice somma delle parti.
Immaginiamo che la Meditazione Trascendentale produca simbolicamente 10 e che il Massaggio Thai Relax con olio produca altri 10.
Sommando meccanicamente i due valori arriveremmo a 20. Ma quando le pratiche si sostengono reciprocamente, il risultato percepito può diventare 25.
Naturalmente, non è una formula scientifica da scrivere sulla lavagna di Doc Brown. È un modo semplice per spiegare il principio della sinergia.
La meditazione può aiutare la mente a rallentare e rendere il corpo più disponibile a lasciarsi andare durante il massaggio.
A sua volta, un corpo più disteso può facilitare il ritorno alla quiete nelle successive pratiche meditative.
Questa è la sinergia: non due strumenti che lavorano semplicemente uno accanto all’altro, ma due esperienze che possono sostenersi e potenziarsi reciprocamente.
Il primo cilindro interviene sulla dimensione mentale dello stress.
Il secondo lavora sulla sua espressione corporea.
Quando entrambi procedono nella stessa direzione, il viaggio può diventare più fluido.
Come organizzare una routine antistress
Non è necessario cambiare completamente vita, trasferirsi in India o aspettare che qualcuno inventi una giornata di trenta ore.
È più utile costruire una routine sostenibile.
Al mattino
Praticare la Meditazione Trascendentale secondo le modalità apprese, prima che gli impegni della giornata raggiungano la velocità massima.
Nel tardo pomeriggio
Inserire la seconda pratica come momento di passaggio tra il lavoro e la vita personale.
È una sorta di confine temporale: quello che è accaduto durante la giornata rimane nel proprio spazio e non deve necessariamente seguirci fino a letto.
Periodicamente
Concedersi un Massaggio Thai Relax con olio, scegliendo una frequenza adeguata alle proprie necessità e al proprio stile di vita.
Dopo il massaggio
Quando possibile, evitare di riempire immediatamente la giornata di impegni.
Una passeggiata tranquilla, una cena leggera e una serata meno rumorosa possono aiutare a conservare più a lungo la sensazione di distensione.
Uscire da un massaggio rilassante per affrontare tre commissioni, una discussione telefonica e il supermercato nell’ora di punta equivale a parcheggiare la DeLorean davanti ai carrelli.
Tecnicamente possibile; strategicamente discutibile.
Un viaggio che coinvolge mente e corpo
Lo stress possiede una notevole capacità di tornare.
Anche dopo una pausa, una vacanza o un trattamento rilassante, le vecchie abitudini possono riapparire con la puntualità di un personaggio deciso a modificare la linea temporale.
Per questo la continuità è importante.
La Meditazione Trascendentale offre una pratica quotidiana attraverso la quale la mente può rallentare e avvicinarsi a livelli più profondi, essenziali e istintivi.
Il Massaggio Thai Relax con olio offre al corpo uno spazio protetto nel quale riconoscere e lasciare andare le tensioni accumulate.
Una pratica parte dalla mente, l’altra dal corpo. Entrambe viaggiano verso la stessa destinazione.
Quando i due cilindri del motore antistress iniziano a lavorare insieme, non serve raggiungere 88 miglia orarie.
Per stare meglio, finalmente, possiamo anche rallentare.
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